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L'ultimo RACCONTO
Rimbaud festeggia centocinquantanni Jean Nicolas Arthur Rimbaud nasceva il 20 ottobre del 1854 a Charleville, un piccolo paese nel nord della Francia che contava all’epoca poco meno di 10000 abitanti . Questo piccolo paese oggi festeggia il centocinquantenario del suo poeta con una serie di manifestazioni che avranno il loro culmine ad ottobre,con l’inaugurazione della casa nella quale Rimbaud visse alcuni anni della sua infanzia. Chi passasse ora davanti a quella casa troverebbe un cantiere ancora aperto, il comune infatti sta cercando di sistemare tutto per la data convenuta,intanto l’amministrazione ha cercato di valorizzare il museo dedicatogli, a pochi passi dalla casa. Il museo è stato inaugurato nel 1954 in quello che un tempo era il vecchio mulino del paese,sul lungo fiume dove il giovane poeta amava passeggiare. Vi sono conservati diversi manoscritti originali tra i quali “ La lettera al Veggente” indirizzata a G. Izambard e a P. Demeny, poesie come “Vocali” e forse la ancora più famosa “Battello Ebbro”. Ci sono inoltre alcune foto del poeta,un paio di queste scattate in Africa dove lui visse gli ultimi anni della sua intensa vita. Sono poi conservati oggetti che gli appartenevano: posate, libri di arti e mestieri e un baule da viaggio. Rimbaud è uno di quei poeti che non conoscono mezze misure: o amato o odiato, uno sconosciuto per molti, celebrare il suo centocinquantenario è un evento importante,un evento che serve solo in minima parte a colmare la gloria e i riconoscimenti che non ottenne in vita. Basta pensare che la statua- risalente al 1901-che si trova nella piazza antistante la stazione di Charleville è dedicata al Rimbaud esploratore e non al Rimbaud poeta. Solo successivamente critici e mondo letterario hanno riconosciuto in lui la grandezza dell’artista. Chi conosce l’opera e la vita di Rimbaud si troverà perplesso nel vedere i libri di arti e mestieri che sono conservati nel museo. Lui che aveva in odio ogni mestiere -padroni e operai tutti bifolchi,scriveva nella sua Stagione all’inferno- visse una parte della sua vita lavorando in Africa per conto di diverse ditte prima e successivamente per conto proprio trafficando armi; per questi motivi aveva bisogno di documentarsi sui lavori di carpenteria e falegnameria. Un controsenso o un desiderio di esaurirsi lontano da tutto e da tutti in una dimensione che non gli apparteneva?In una sua opera aveva scritto,quando ancora non era che un diciannovenne,“la mia vita è logora”,forse proprio questo desiderio di logorarsi,di consumarsi, lo spinse ad una vita simile. Rimbaud morì a 39 anni a Marsiglia, ora riposa al cimitero di Charleville, accanto a sua madre Vitalie Cuif. Passando per Charleville ci si può fermare anche alla Biblioteca Civica dove Rimbaud, di ritorno da Parigi nel 1870, passava diverse ore del giorno a leggere: un aneddoto vuole che una sua poesia“I Seduti”contenga qualche riferimento al vecchio bibliotecario , Jean Hubert, professore di retorica;questi scandalizzato perché Rimbaud gli chiedeva libri ritenuti perniciosi e poco consoni all’educazione di un ragazzo. Forse può sembrare un controsenso che Charleville, la città che lui odiava,oggi festeggi il suo poeta e ancora di più un paradosso può sembrare il commercio che è stato fatto intorno a questo evento: poster, almanacchi, segnalibri, libri in miniatura, cartoline di ogni genere e chi più ne ha più ne metta!Ciò che mi rende felice,al di là dei modi, è sapere che la sua opera è stata ricordata e che con queste manifestazioni può essere offerta ad un pubblico ancora più vasto.