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SOS: S. Mattia e gli altri beni culturali battipagliesi sono in pericolo! S. Mattia è in pericolo! La testimonianza storica più antica che sopravviva a Battipaglia, “nascosta” tra le campagne della Piana, sta per crollare sotto gli occhi malinconici ed impotenti di tutti coloro che amano la storia ed i monumenti della propria città.
In seguito alle forti piogge dei giorni scorsi, infatti, il tetto che copriva una delle strutture è crollato lasciando che la pioggia invadesse le antiche fabbriche di quello che fu un importante centro religioso in epoca altomedievale ed un polo spirituale e commerciale dipendente dalla Badia di Cava de’ Tirreni, nel XVII secolo.
Il crollo del tetto , nelle strutture antiche, costituisce la causa principale della decadenza dei beni architettonici i cui interni, non più protetti dagli agenti atmosferici, incominciano rapidamente ed inesorabilmente a cadere.
Le travi di legno marciscono facendo venir meno la statica dell’edificio che finisce per crollare.
Per un fortunato caso la copertura della antica chiesa di S. Mattia, inglobata nel complesso di cui stiamo parlando, pur se malandata, non è ancora stata spazzata via dalle intemperie e così quel piccolo gioiello è ancora al sicuro…ma ancora per poco!
Quel tempietto che si presenta in un rifacimento seicentesco, risale, nella sua prima edificazione, all’XI secolo, epoca in cui il principe salernitano Guaimario IV ne ordinò la costruzione al fine di amministrare “le anime” ed i raccolti dei suoi possedimenti nella Piana.
Dell’anno mille essa conserva l’abside compresa tra due colonne sormontate da capitelli corinzi romani riutilizzati (Per approfondimenti sulla storia vedi M. Mastrangelo, Alla ricerca di un patrimonio nascosto, Noitrè 2002).
La struttura di S. Mattia, che oggi è di proprietà della famiglia D’Amato, è sopravvissuta a secoli di guerre e distruzioni e oggi rischia di crollare per cause che, per i beni culturali, sono distruttive quanto i conflitti: l’incuria, l’abbandono, la dimenticanza…l’oblio in cui sono relegati tutti i beni culturali di Battipaglia, non ultimi il
“Castelluccio” e la chiesa di
S. Lucia.
Urge, quindi, un intervento repentino delle istituzioni, quali il Comune e la Soprintendenza, e l’applicazione di una legge di finanziamento, regionale o della Comunità Europea, per la ristrutturazione ed il restauro di beni architettonici appartenenti a privati.
Ciò, tuttavia, non è possibile senza un’azione di sensibilizzazione della popolazione, senza una corretta divulgazione e conoscenza del territorio e delle sue tracce del passato.
Ciò non può esistere senza una presa di coscienza da parte dei cittadini, partendo dai più sensibili, dagli studenti, dalle scuole arrivando agli anziani che amano forse più di noi la terra dove hanno trascorso tutta la loro vita, perché questo patrimonio comune non sia abbandonato, ma salvaguardato e valorizzato.
Secondo voi in che modo si potrebbe sensibilizzare la cittadinanza e gli esponenti comunali sulle tematiche riguardanti i beni culturali di Battipaglia che versano nell’abbandono e nel degrado?
Scrivetelo mandando una email all’indirizzo: beniculturali@battipagliaonline.com
Se sei uno studente porta in classe questo problema, discutine con l’insegnante e con i tuoi compagni e poi sulla email ciò che è emerso dalla discussione!
Di Mastrangelo
Marianna
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